enissa…il solo nome è un’ispirazione. Un mistero da scoprire, una promessa nascosta, un passato difficile e un successo raggiunto con la caparbietà e l’entusiasmo di un imprenditore illuminato.
La laguna veneta custodisce piccole isole ancora poco disturbate dal turismo di massa, come Mazzorbo, collegata a Burano da un ponte di legno (Ponte Longo). Qui si cammina tra casette colorate, botteghe di artigiani e ponticelli sui canali.
Si ritrova il fascino veneziano in miniatura.
Alle spalle del campanile trecentesco di Sant’Angelo, dove una volta c’era la Chiesa di San Michele Arcangelo e un grande complesso religioso, troviamo un’antica vigna circondata da mura medievali erette per impedirne l’allagamento.
Intrepido è stato il lavoro della famiglia Bisol che dalle terre del Prosecco ha investito per non perdere la vigna e soprattutto il vitigno autoctono, la Dorona – l’uva dorata dei Dogi – che rischiava l’estinzione dopo varie alluvioni che hanno devastato il territorio. Un fenomeno estremo, una coltivazione eroica, che ha donato al vino delle caratteristiche organolettiche uniche.
Venissa accoglie con un piccolo e curato boutique hotel, un ristorante stellato e un’osteria, strutture che attingono i prodotti freschi dall’orto e dalla vigna murata.
Da Mazzorbo, si possono esplorare le altre isole meno note della laguna, raggiungibili in barca o con il vaporetto, come Sant’Erasmo. Qui si possono affittare le bici per farsi il giro dell’isola, fermarsi a mangiare i tipici carciofi violetti e acquistare vino da altri pionieri della laguna.
Venissa
Sant'erasmo
Mazzorbo
Orto
L
’armonia regna, la mente sbadiglia, si allunga e si allarga, pronta a ricevere l’emozione dell’atmosfera circostante. Luce, ombra, acqua, aria e tutte le sfumature del verde.
Un posto unico, senza tempo, per rilassarsi, lavorare e trovare ispirazione.
Al tramonto cala il silenzio in attesa di un nuovo domani.