Ispiravit et labora!

Ritratto primo piano di Loranzo Cipriani con firma blu su celeste e cornice rossa scura
L

orenzo, personaggio poliedrico, naviga da più di venti anni come velista skipper attraversando oceani e mari alla ricerca di nuovi incontri e avventure. Lavora anche come storico dell’arte, curatore, musicista e scrittore. Ha pubblicato il libro “Il respiro dell’Oceano” nel 2022, al suo ritorno da un viaggio in giro per il mondo che si è allungato inaspettatamente per via della pandemia ma dal quale è tornato con un ricco bagaglio esperienziale. Ha recentemente curato lo spettacolo “Mediterraneo: un viaggio stupefacente tra miti, sirene ed eroi”, che unisce storia, teatro e musica. Il progetto teatrale parte dal suo nuovo libro “Mare nostrum”, che racconta due navigazioni in barca a vela nel Mediterraneo cercando tracce del mondo antico.

Come suddividi il tuo tempo tra lavoro, vita privata, hobby e passioni?

A dir la verità non mi capita di dividere il tempo: per me lavoro, vita privata e passioni sono la stessa cosa. Fin da ragazzo mi sono sempre chiesto che senso avesse la parola “vacanza”. Che cosa significa? Vacante da che cosa? Da quale attività mi dovrei assentare? Non riuscirei a scindere la mia attività di progettazione, di lavoro, di relazioni e di interessi. Ricordo un amico artista che mi diceva di lavorare anche di notte, quando dormiva, perché durante il sonno l’attività onirica era per lui una fonte creativa. Ecco per me è un po’ la stessa cosa.

Vivere così può sembrare esaltante per chi ogni giorno timbra il cartellino, ma come tutte le cose ha anche i suoi risvolti negativi. Le relazioni affettive, tanto per fare un esempio, non sono facili da gestire perché spesso richiedono una maggiore stabilità. In alcuni casi mi è capitato di pensare di abbandonare questo mio modo di vivere per dedicarmi a una persona, ma credo che ognuno di noi debba seguire il proprio daimon, non solo per il proprio benessere, ma anche per quello degli altri.

Hai trovato un equilibrio?

Quando sei in navigazione il tuo equilibrio è in continua mutazione, come le onde del mare. Così è per me. Se per equilibrio s’intende il raggiungimento di uno stato di calma, allora non fa per me. In mare la mancanza di vento equivale alla stagnazione, all’immobilità, alla calma piatta che è come una morte. Per navigare abbiamo bisogno di vento, di movimenti di aria, di correnti e di moti ondosi. Però all’interno di questo sistema in continuo movimento esiste un equilibrio, un equilibrio cosmico, quello che puoi percepire nelle manifestazioni della natura, anche nelle più piccole e insignificanti. Ecco questo equilibrio non si trova, però si cerca. E in questa ricerca sta il mistero della vita.

Dove passi la maggior parte del tempo quando lavori? 

Scrivo davanti a un macbook che tengo sulle ginocchia seduto in poltrona, oppure con le gambe incrociate su un divano o davanti a un caminetto acceso in mezzo ai libri della mia libreria. Difficilmente scrivo a tavolino. Quando sono in mare dipende dalle stagioni, in estate lo passo sul ponte, in pozzetto alle manovre, a prua guardando le onde, sottocoperta al carteggio. Mi piace ritirarmi in una piccola casa che la mia famiglia ha sull’Appennino in mezzo al bosco, un luogo di pace a cui sono affezionato fin da piccolo.

Descrivi la tua condizione ideale quando sei al lavoro.

Il silenzio, quando scrivo o preparo lezioni e conferenze. In mare le condizioni ideali sono quelle che gli antichi credevano portate da Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, ma anche del mare tranquillo, delle acque cristalline, della navigazione serena condotta da venti favorevoli.

Cosa ti aiuta a dare il meglio di te?

Quello che è fonte di ispirazione. Un libro, una canzone, uno spettacolo teatrale. Qualcuno o qualcosa che mi impressiona e, soprattutto, l’esempio di grandi personalità. Fortunatamente ce ne sono molte e ho avuto la fortuna di conoscerne alcune.

Quale aspetto miglioreresti?

Beh qualsiasi aspetto! Siamo sempre alla ricerca di migliorare noi stessi. Io non cerco la perfezione. La perfezione è come la verità, non ne esiste una sola, ce ne sono molteplici. La perfezione è come l’equilibrio della domanda precedente, corrisponde all’immobilità. Io cerco di migliorare il mio rapporto con gli altri, con il mondo e con il tempo che mi è dato di vivere. Vorrei essere di maggior aiuto a chi ne ha bisogno. In questo non si smette mai di migliorarsi.

Cosa ti sta stimolando di più in questo momento?

Uno spettacolo teatrale da titolo “Mediterraneo – Un viaggio stupefacente fra miti, sirene ed eroi” che ho scritto con Maria Cassi, un’attrice straordinaria e una cara amica. Lo stiamo portando in scena nei teatri della Toscana, poi speriamo di poterlo rappresentare in tutta Italia e anche all’estero. È tratto dal mio ultimo libro “Mare Nostrum”, in uscita per Giunti Editore a inizio maggio 2024, che parla delle mie ultime navigazioni nel Mediterraneo dove racconto i miti, le leggende, gli eroi e le storie del Grande Mare. L’entusiasmo del pubblico nelle prime date che abbiamo fatto e la prossima uscita del libro sono un grande stimolo in questo momento.

Indica un posto che ti ha ispirato particolarmente.

Gli oceani, tutti quello che ho navigato, sono sempre una grande fonte di ispirazione. Il mare è un grande maestro, basta saperlo ascoltare.

Lorenzo Cipriani in Sud Africa al Cape of good hope
Lorenzo Cipriani con la tavola da surf
Lorenzo Cipriani in barca a vela