Ispiravit et labora!

Ritratto primo piano di Parminder Kaur con scritta tipo firma sotto su sfondo pesca pastello e cornice turchese
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arminder Kaur, People Operations Manager presso VoipVoice, indiana di nascita e italiana di adozione è amante dei viaggi, dell’arte di Van Gogh e delle osservazioni di Sherlock Holmes. Lavora nel settore delle telecomunicazioni e, con la sua azienda, supporta le imprese italiane a digitalizzarsi, portando VoIP e connettività di ultima generazione. I processi, le soft skill e la lotta agli sprechi fanno parte del suo pane quotidiano. Ha scritto l’ebook “Smart Working Revolution” per trattare questi temi che la appassionano, per migliorare la vita lavorativa, sua e degli altri.

Come suddividi il tuo tempo tra lavoro, vita privata, hobby e passioni?

Con un giusto equilibrio tra pause mentali rilassanti, intenso lavoro e focus sui miei hobby, con tempo di qualità dedicato alla mia nipotina di cinque anni.

Hai trovato un equilibrio?

Sì perché il mio lavoro mi piace e sono felice di fare quello che faccio quotidianamente da tredici anni. 

Dove passi la maggior parte del tempo quando lavori? 

Un po’ nella nostra azienda o un po’ a casa (75%-25%).

Descrivi la tua condizione ideale quando sei al lavoro.

Colori, musica anni ‘90 e 2000. A volte in compagnia dei colleghi e a volte in totale silenzio. 

Cosa ti aiuta a dare il meglio di te?

Voglia di fare qualcosa di utile per gli altri e voglia di conoscere cose che non conosco ancora. Quindi tanta curiosità. 

Quale aspetto miglioreresti?

Sono testarda, sicuramente questo. 

Cosa ti sta stimolando di più in questo momento?

Voglia di conoscere le persone per il mio nuovo ruolo e come far stare bene le persone che sono già in azienda, oltre ai futuri viaggi che ho programmato…

Indica un posto che ti ha ispirato particolarmente.

Il mio villaggio, quando vivevo in India.

Un cane addormentato su una via in un villaggio indiano
Una donna vestita in arancio e verde cammina di spalle lungo una via in una cittadina indiana
Piede di donna che sta seduta su un muretto di un giardino indiano