Ispiravit et labora!

Alla ricerca di se stessi, respirando l’oceano

foto scattata da una barca a vela al tramonto, con vela in primo piano
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l viaggio è più di una semplice avventura geografica; è un'opportunità di esplorare le profondità della propria anima. Quando ci immergiamo in nuovi luoghi e culture, troviamo l'opportunità di metterci in gioco, scoprire nuovi aspetti della nostra personalità e riflettere su chi siamo veramente. Lontano dalla monotonia, il viaggio offre il silenzio necessario per ascoltare la voce interiore che spesso si perde nella routine.

Il mare emerge come uno dei contesti più potenti per questo percorso di auto-scoperta. Con la sua vastità e profondità, diventa una metafora della nostra esistenza. Affrontare le onde e navigare attraverso acque inesplorate consolida il nostro percorso individuale.

La contemplazione di fronte all’infinità dell’oceano ci connette con la nostra vulnerabilità e la nostra forza interiore.

Il suono delle onde che si infrangono sulla riva, la brezza salmastra che accarezza la pelle e il colore cangiante del mare al tramonto stimolano i nostri sensi in modi unici. Queste esperienze sensoriali profonde possono risvegliare emozioni sopite e stimolare la creatività, aprendo la strada a una migliore comprensione di sé.

Il mare, con la sua vastità apparentemente infinita, offre spazi di solitudine costruttiva. In questi momenti, lontani dalla folla e dalle distrazioni, possiamo confrontarci con i nostri pensieri più profondi. La solitudine diventa un alleato nella ricerca di chi siamo e di ciò che veramente desideriamo. Il ritmo costante delle onde e la ciclicità delle maree ci insegnano l’importanza dell’equilibrio nella vita. 

Attraverso il viaggio e la contemplazione del mare, impariamo a adattarci ai cambiamenti, a fluire con la vita e a trovare un equilibrio interiore che contribuisce al nostro benessere. 

Nel suo libro “Il respiro dell’oceano”, giro del mondo in barca a vela ai tempi del Covid, Lorenzo Cipriani racconta la sua esperienza di navigazione di un anno e mezzo come skipper. Il viaggio per partecipare all’Atlantic Rally for Cruisers, celebre giro intorno al mondo con partenza dai Caraibi, era previsto di tre mesi, ma si è rivelato un’Odissea per l’improvviso scoppio della pandemia. 

Milanto è la barca che lo conduce attraverso questo percorso geografico, culturale ed esistenziale passando per la Martinica, Santa Marta, le Azzorre, le Fiji, le Galapagos e la Polinesia.

Osservando le persone, le differenze, le ingiustizie, le speranze e le bellezze della società. 

Lorenzo Cipriani al timone della sua barca a vela
Lorenzo Cipriani al timone della sua barca a vela
Lorenzo Cipriani alla decima edizione di World Arc
Lorenzo Cipriani in barca a vela al tramonto
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l mare è descritto vividamente con tutte le sue condizioni, anche estreme, sia di calma che di agitazione. Ci sembra di stare lì sul Milanto con lui a sfidare le onde, osservare e incontrare i personaggi che l’hanno accompagnato o incrociato in questo percorso.

Navigare è un viaggio libero, alla scoperta di noi stessi e dell’altro, come lo è la nostra vita e lavorare ne fa parte. Per Lorenzo, questi due aspetti sono la stessa cosa. 

Lorenzo Cipriani con la chitarra
Lorenzo Cipriani in posa namasté