Ispiravit et labora!

Oltre lo smart working

"work and play" neon sign on industrial dark background
L

avorare smart è la condizione che tutti auspichiamo, dalle aziende agli impiegati ai liberi professionisti. Smart vuol dire intelligente, veloce, ottimizzato, immediato, all’avanguardia. Siamo sicuri, però, che tutto questo non si traduca semplicemente in un altro modo per renderci la vita più stressante? Di stare sempre sull’attenti, attaccati davanti allo schermo? Andando oltre il concetto di smart working potremmo aspirare a raggiungere la qualità, una condizione in cui siamo lavoratori performanti e responsabili ma consapevoli che dobbiamo staccare, prendere respiro e raccogliere l’energia, rivolgendola anche verso i nostri interessi e la nostra felicità.

Il lavoro da remoto e quello ibrido hanno molti vantaggi ma in alcuni casi la vita è peggiorata creando stress, fatica e alterando gli equilibri e la serenità delle persone.

Ognuno di noi conosce i propri bisogni, interessi e anche i limiti.

Ciò che conta è il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Dal momento in cui ottimizziamo il tempo lavorando da remoto, perché non cerchiamo di sfruttare i momenti guadagnati per fare quello che più ci piace?

Il World Economic Forum ha indicato cinque modi in cui il lavoro potrebbe cambiare per il meglio:

Trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata: non esiste una formula applicabile a tutti. Ognuno di noi ha i propri impegni e il proprio modo in cui riesce a concentrarsi, trovare stimoli, lavorare e staccare la spina. Si parte dal presupposto che bisogna creare un rapporto ottimale con il proprio impiego (datore di lavoro o clienti che siano) basato sulla reciproca stima e comprensione. Questo ci permette di parlare e di proporre soluzioni personalizzate basate sul rendimento e sugli obiettivi. Si lavora su KPI (Key Performance Indicators) che sono misurabili, su base temporale secondo le esigenze.

Molte aziende più sensibili ai temi di benessere del proprio personale stanno accettando scelte ibride mostrando maggiore flessibilità, dando agli impiegati piena autonomia nella decisione di recarsi in ufficio o meno. Altre hanno anche tagliato le ore di lavoro settimanale, in via sperimentale, per vedere se i rendimenti migliorano.

Tazza sospesa con computer e tavolo da lavoro con dietro la scritta Draw The Line

Meno pendolarismo: per molti, passare meno tempo nei mezzi pubblici o seduti in macchina, magari anche in mezzo al traffico, è direttamente proporzionale al benessere fisico e mentale.

Oggi, se facciamo un lavoro che lo permette, possiamo provare a vivere dove vogliamo, senza essere penalizzati dallo spostamento obbligatorio per timbrare la presenza. L’aria fuori città è più pulita, il traffico più agevole e nel tempo guadagnato possiamo dedicarci ai passatempi, alle passioni o anche alla formazione.

Le città non rimarranno vuote. Ci sono persone che preferiscono vivere nei grandi centri urbani e recarsi in ufficio ma il maggiore dislocamento della popolazione attraverso tutto il territorio nazionale può diffondere il benessere in modo più equo, sulla base della naturale inclinazione delle persone e non sull’obbligo dettato dal lavoro. Chi può scegliere lavora meglio.

Due bici elettriche davanti a una palazzo industriale
  • Comprensione del benessere: ci si aspetta che in futuro i datori di lavoro avranno più cura della sanità mentale e il benessere dei loro impiegati e ci saranno nuovi strumenti digitali di supporto. Il maggiore benessere assicura il rendimento.
  • Diversità, equità e inclusione: i datori di lavoro cominciano a reclutare persone che non necessariamente rispondono ai canoni tradizionali per le posizioni vacanti cercando di non farsi influenzare da età, genere, provenienza. Variare la forza lavoro è fattore di miglioramento e innovazione.
  • Maggiore produttività: aumentano gli strumenti digitali a nostra disposizione per assicurare la connessione e l’efficienza nel lavoro da remoto, non solo singolarmente ma soprattutto nel lavoro di gruppo. Il lavoro da remoto ha mostrato di generare la stessa produttività o, in alcuni casi, addirittura maggiore del lavoro in ufficio, rafforzando la fiducia tra datore di lavoro e impiegato.

Dovremmo auspicare un cambiamento olistico, multidimensionale che trasforma il lavoro in un’esperienza che arricchisce e migliora. Cerchiamo di trovare la soluzione che è giusta e unica per noi.

E allora, opus et ludere!