Ispiravit et labora!

collage colorato con foto e firma di Cristiane Parisi
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nterior & Product Designer, Creative Director italiana e brasiliana, vive a Torino ma lavora su progetti in tutto il mondo, sia in ambienti residenziali che commerciali. Con il suo stile e la capacità progettuale riesce a creare atmosfere uniche tirando fuori il massimo da quello che ogni spazio può offrire.

Come suddividi il tuo tempo tra lavoro, vita privata, hobby e passioni?

La famiglia è distribuita in tre paesi: Brasile, Italia e Stati Uniti. I miei progetti non sono sempre nel territorio dove vivo (Italia). Ora ho finito un progetto in Brasile e ne ho altri due in Portogallo. La barriera più grande è la differenza di fuso orario.

Non ho davvero un orario di lavoro. Ho discipline lavorative. Leggo molto, faccio molte ricerche, partecipo a quante più mostre di arte e design possibili, parlo con persone diverse. La diversità, secondo me, è l’input più arricchente. Non avere barriere mentali riguardanti razza, genere e stato sociale è una delle più grandi eredità ricevute dalla mia famiglia multirazziale e di immigranti.

Dato che viaggio molto per lavoro mi piace molto variare l’ambiente, le persone, la cultura, la gastronomia. Quando viaggio, approfitto per fare il mio hobby preferito, la fotografia. Scatto molte foto, quindi riesco a combinare il lavoro con la mia passione.

Ascolto musica tutto il tempo. Soprattutto mentre creo un progetto. La musica mi collega all’area creativa e mi tiene concentrata, oltre che affinare la mia sensibilità. La psicologia mi aiuta a capire di cosa ha bisogno il cliente, mentre mi spiega cosa vuole.

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Custodio Serrao by Cristiane Parisi
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Relax by Cristiane Parisi
Colours by Cristiane Parisi
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Style by Cristiane Parisi

Hai trovato un equilibrio?

Ho trovato l’equilibrio con la filosofia e con la psicologia. Leggo Nietzsche, Freud, Jung, Aristotele, Proust, Bertrand Russell, ma anche Oscar Wilde e Shakespeare, che considero due grandi conoscitori della natura umana.

Dove passi la maggior parte del tempo quando lavori? 

A casa a creare. Ho bisogno di connettermi con tutta la mia sensibilità e il mio potenziale. In questa fase ho bisogno di stare da sola. Prima, mentre faccio ricerca, ho bisogno di uscire sul campo e di entrare in contatto con altre persone e luoghi, che siano mostre, musei, parchi. Il mio cervello assorbe tutto ciò che passa sul mio radar. Sono un grande osservatore.

Descrivi la tua condizione ideale quando sei al lavoro.

La solitudine. Per accedere alla mia massima sensibilità e al mio potenziale creativo, ho bisogno di solitudine e di uno spazio solo per me.

Cosa ti aiuta a dare il meglio di te?

Controllo tutto…anche i dettagli.

Quale aspetto miglioreresti?

A volte faccio fatica a dare spazio alle persone che lavorano con me, perché mi affido troppo al livello di armonia visiva e alla capacità di creare sinestesia che ho raggiunto negli anni.

Cosa ti sta stimolando di più in questo momento? 

La ripresa della vita quotidiana, dopo due anni di attesa. Vedo tanta voglia di reinventare il modo di vivere, di diventare più spirituali, di tornare alle origini e apprezzare le cose più semplici e davvero importanti. Questo è molto bello e si riflette direttamente sul modo di creare design. 

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Indica un posto che ti ha ispirato particolarmente.

Un luogo che mi ha sempre ispirato molto è Milano. Il design a Milano è innovativo, libero, ha un’armonia visiva che non trovo altrove. La delicatezza italiana rispetta i concetti di eco-sostenibilità e inclusione sociale che, nella mia opinione, saranno i pilastri dello sviluppo dell’umanità perché impongono il rispetto della natura e della diversità umana.